
in: toxicity, odio lestate, pura e vergine e unica, light inside, 1773 volte

corde bagnate da questo caldo angosciante che fa dell'estate un tormento insopportabile
ma
lo sopporto
ché c'è altro a cui pensare
o non pensare
sotto passano gli ashram e mi è impossibile non lasciare fuggire parti di me altrove, lontano e in altri tempi
sicuramente indimenticabili
segni di niente che si fa certezza
magia e fili che si dipanano da me ad un tempo parallelo
altra vita
così te ne vai
seguito da una bava di stizza, cercando magari senza rendertene conto di instillarmi il germe del senso di colpa per averti fatto provare sensi di colpa
tu non lo accetti, io non lo accetto
scegli
la bellezza e la vita sporca di cui spesso noi si è parlato sono fatte anche di questo fastidio
ma non possiamo lasciare il passo alle recriminazioni
io non so cosa siano
mi urta anche solo pensare che mi si possa fraintendere
che si possa presupporre un mio desiderio di vendetta, in qualche modo manifesta
se questo è ciò che hai di me
se fra i milioni di parole scritte e dette e sputate in bocca e morsicate e stracciate con le mani e mischiate a carne e sangue e deliziosamente desiderate e avute
se fra desiderio e capogiro è rimasta solo questa amarezza scarna
se
allora sarò io a scegliere

in: gira gira gira, ma smettila, 1773 volte

pensiero aperto a qualunque soluzione, aperto a te e anche alle tue reazioni.
delle quali, peraltro, me ne strafotto.
non perché non ci tenga: i tuoi pensieri, i tuoi modi, atti e fatti, tutto questo non mi scivola via ma è fonte di riflessione.
puoi scegliere la via più facile: mettere fine.
oppure convincerti che anche questo è amore.
o, ancora, prendere atto che questa sono io e che così ero ancor prima di conoscerti.
prendere o lasciare.
amor proprio e presunzione sono ciò che mi fa dire che, comunque, lasciare sarebbe la scelta sbagliata.
non solo per me.
perché se io perdo qualcosa tu perdi quel che io so di avere come valore aggiunto: la franchezza di dire quel che sento, l'onestà di non sbandierare parole a fine propagandistico, l'attenzione a non ferire e la capacità, nonostante la mia irruenza, di non dire niente che non sia pensato e percepito come vero.
mi rincuora il fatto che niente, ora, sia in grado di farmi male.
mi sospendo in bilico fra stanchezza e voglia di fare, fra viaggi brevi e impegni pressanti, fra me e me.
e sì, qualche volta mi sono sentita in colpa anche io.
ma non avevo colpa.

in: odio lestate, voglia di pioggia

stamattina mi sono risvegliata in un letto non mio e il vento che filtrava dalla tapparella abbassata accompagnava il ticchettio delle gocce che si schiantavano nel balcone.
credo di aver sorriso, aprendo gli occhi ad un giorno ancora buio.
un sapore delizioso quello dell'erba medica bagnata; il profumo di terra che stemperava l'odore pregnante della bassa reggiana e il caldo che abbassava le ali e si rifugiava altrove.
odio l'estate.
ma poi per strada, oggi, mentre la voglia di casa mi prendeva allo stomaco e mangiavo asfalto tenendo il volante a fatica e il vento tentava di far volare la mia macchina, ho sentito il fascino di questa stagione che ancora deve iniziare e che si preannuncia con un temporale grandioso.
meraviglia il cielo cupo carico e pieno. e la temperatura che va giù veloce e il pavimento che trema mentre i fulmini si sbattono qui di fronte e la pioggia forte e traversa e chiudere le finestre e casa.
casa, finalmente casa.

